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Papa Francesco al Sole24Ore: un nuovo sistema economico per il bene comune


Ottobre 2018  -  Utilità

 

La centralità della persona, il parallelismo tra degrado ambientale e degrado umano, gli interventi da mettere in atto per le imprese di oggi e di domani. Ecco il pensiero di Papa Francesco.

Papa Francesco ha recentemente concesso, al Sole 24Ore, un’intervista sui temi del valore dell’individuo e dell’apporto che ognuno può dare alla propria comunità. Vediamone i punti salienti.


L’intervista si apre con la citazione di un proverbio africano: "Se vuoi andare veloce vai da solo, ma se vuoi andare lontano vai insieme". In questo proverbio, che Papa Francesco riconosce come veritiero, è ben sintetizzato il contributo che l’ambiente comunitario favorevole genera nella crescita del singolo, permettendo la generazione di un risultato che è ben più della somma delle singole parti.

Intervista esclusiva a Papa Francesco

 

Papa Francesco porta poi la nostra attenzione alla centralità dell’apporto di ciascuno, in un contesto collaborativo, orientato all’inclusione di ognuno ed all’accoglienza e valorizzazione della diversità. In questo senso l’invito del Papa è quello di evitare il generarsi della cosiddetta “economia dello scarto” dove ad essere scarti sono le stesse persone.
Il richiamo va qui all’ultimo documento condiviso dalla Santa Sede, il “Oeconomicae et pecuniariae quaestiones – Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell'attuale sistema economico”, nel quale si afferma che l'economia “ha bisogno per il suo corretto funzionamento di un'etica amica della persona”. E qui il monito del Papa va all’importanza di evitare un’economia orientata al solo denaro, privando la persona della sua indispensabile centralità ed in proposito afferma: “quando la persona non è più al centro, quando fare soldi diventa l'obiettivo primario e unico siamo al di fuori dell'etica e si costruiscono strutture di povertà, schiavitù e di scarti.”



Tra i fattori a fondamento di queste strutture il Papa individua poi l’assenza di una coscienza di origine comune, la mancanza di una appartenenza ad una radice comune di umanità e di un futuro comune da costruire insieme.
Solo nel conseguimento di queste consapevolezze vede quindi la creazione di un’etica amica della persona, a sua volta traino per il superamento della distinzione rigida tra realtà votate al guadagno e realtà improntate non all’esclusivo meccanismo dei profitti.
In essa trovano poi spazio le realtà del “terzo settore”, grazie alle quali il sistema evolve verso una più chiara ed evoluta assunzione di responsabilità. A vedere la luce è un mercato più civile ed al tempo stesso più competitivo.



I protagonisti di questo mercato sono poi i manager di oggi e di domani a cui spetta il delicato compito di restituire centralità alla persona umana. Papa Francesco evidenzia qui l’attuale prevalere dell’economia finanziaria rispetto a quella reale ed afferma:” dietro a ciò c'è la scelta di qualcuno che pensa, sbagliando, che i soldi si fanno con i soldi. I soldi, quelli veri, si fanno con il lavoro. E' il lavoro che conferisce la dignità all'uomo non il denaro.”
In questa logica il Papa vede inoltre la causa della disoccupazione, conseguente ad un sistema economico che non è più in grado di creare lavoro proprio perché ha messo al centro l’idolo del denaro.
In questo quadro il messaggio che Papa Francesco ha a più riprese dato ai più giovani è quello di “non farsi rubare la speranza”, una cosa di tutti che è ben più che semplice ottimismo.



In termini concreti la lotta ad un radicale cambiamento di rotta del nostro sistema economico passa attraverso una pluralità di interventi che vanno dalla distribuzione e la partecipazione alla ricchezza prodotta, alla responsabilità sociale; dal welfare aziendale al conseguimento della parità di trattamento salariale tra uomo e donna. Costruire una dimensione comunitaria di azienda significa inoltre perseguire il rispetto dell'ambiente, il riconoscimento dell'importanza dell'uomo rispetto alla macchina e mantenere sempre viva la propria capacità di innovazione.



Papa Francesco ci invita quindi a collegare saldamente i concetti di “agire economico” e “fatto etico”, tenendo unite azioni e responsabilità, giustizia e profitto. Nelle sue parole descrive un’economia di scambio che non può più poggiare esclusivamente sulla libera concorrenza, dovendo tenere in considerazione le esigenze di giustizia sociale.
Ciò che ne emerge è un nuovo umanesimo del lavoro, dove il bene dell’azienda ed il bene delle persone vanno di pari passo. Ai manager di oggi e di domani serve dunque coraggio e geniale creatività, per la costruzione di un nuovo ordine economico che sviluppi solidarietà, diminuisca le disuguaglianze e non generi più scarti.



In questo nuovo sistema il lavoro sarà strettamente legato alla dignità della persona, sarà sinonimo di assunzione di responsabilità, veicolo di soddisfazione e base su cui costruire la propria progettualità personale. Il lavoro avrà inoltre un significato spirituale, con esso l’individuo darà continuità alla creazione.



In questo quadro di azione alle imprese spetterà poi il compito di investire nella formazione valoriale della risorsa più importante in azienda: l’uomo. Oltre alle competenze tecniche sarà quindi importante formare alla solidarietà, all’etica, alla giustizia, dignità e sostenibilità.



Quest’ultimo aspetto, il rispetto dell’ambiente, è poi per Papa Francesco in diretta connessione con l’uomo. Parlare di degrado ambientale significa analizzare un fenomeno che va di pari passo con il degrado umano e che necessita, per il suo risanamento, di un radicale cambio di mentalità, del passaggio ad un’ecologia integrale. L’uomo deve formarsi ad una nuova coscienza ecologica ed adottare stili di vita lontani dal consumismo.
Per le imprese questo si traduce nel fare proprio un nuovo modello di produzione, in grado di assicurare risorse per tutti e di limitare al massimo l’uso di risorse non rinnovabili.



Un percorso che apre le porte a nuovi scenari, che mette in prima linea il capitale umano e che, anche se con un lungo e complesso percorso, costruisce il bene comune.



La centralità del capitale umano e la costruzione del bene comune, sono elementi di grade importanza nella storia di Utilità. Ringraziamo pertanto il Papa per questo monito alla riscoperta di ciò che fa crescere in modo solido e duraturo un’azienda, nelle condizioni sociali ed economiche odierne.

 

 

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