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Progetto Zero CO2


Progetto Bonobo Peace Forest

Lo scopo di questo progetto – promosso da Fondazione AVSI, In.Ser. S.p.A e The Bonobo Conservation Initiative, con l’assistenza tecnico/scientifica dell’Università di Firenze – consiste nella conservazione e ripristino della foresta dei bonobo in un’area geografica ora fortemente degradata all’interno della Kokolopori Bonobo Reserve (Repubblica Democratica del Congo). Il bonobo o scimpanzè pigmeo (Pan paniscus), scimmia antropomorfa che si intende tutelare, è la specie animale più simile all’uomo (con il 99% del genoma in comune con Homo sapiens) ed è un primate protetto e ad alto rischio di estinzione a causa della progressiva distruzione del suo habitat naturale.

 

analisi foresta kokolopori piantagione progetto kokopori bonobo reserve

 

Il progetto in sintesi

Il progetto è stato approvato dalle istituzioni locali (Institut Congolais pour la Conservation de la Nature, Ministere de l’Environnement, Conservation de la Nature et Tourisme e Autorité National du Mécanisme de Développement Propre) e si focalizza su lotti di circa 1000 ettari in un’area, compresa fra i fiumi Lonua e Maringa, che si estende a sua volta per 2.853 km2.
Il bacino del fiume Congo racchiude la seconda foresta tropicale al mondo per estensione, dopo la foresta amazzonica, ma attualmente è soggetto ad un’intensa attività di deforestazione a causa dello sfruttamento industriale del legname e della conversione all’agricoltura di sempre maggiori aree da parte delle popolazioni locali (Rapporto della FAO sullo stato delle foreste, 2007). Per questi motivi la regione Maringa-Lopori-Wamba è stata riconosciuta come area di primaria importanza in termini di ricchezza della biodiversità ed è stata designata come uno degli 11 paesaggi prioritari nell’ambito del “Congo Basin Forest Partnership”, iniziativa mondiale lanciata da Stati Uniti d’America e Sud Africa insieme a 27 partner pubblici e privati nel corso del World Summit on Sustainable Development (Johannesburg, 2002).scimmia bonobo
L'attività implementata nel corso del progetto riguarda la creazione di corridoi aventi lo scopo di ripristinare l’habitat delle popolazioni di bonobo, attualmente isolate a causa del disboscamento che ha determinato la degradazione e frammentazione del loro habitat. Tale riforestazione sarà realizzata con piante appartenenti ad una specie arboricola autoctona (Terminalia superba). La superficie totale rimboschita sarà di circa 1000 ettari per lotto, con una messa a dimora di nuovi alberi che si svilupperà in 3 anni. Una nuova area di foresta sarà quindi creata con lo scopo di realizzare un deposito naturale di carbonio per la fissazione della CO2 atmosferica e, allo stesso tempo, un’unità standard di habitat naturale per i bonobo.
yalokole-forestI crediti di carbonio generati dall’attività di riforestazione, in fase di convalida da parte di Rina, quale ente tecnico indipendente accreditato presso il Segretariato dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), sono stimati pari a circa 28.000 tonnellate di CO2 equivalenti all’anno per l’intera vita utile del progetto (30 anni) con conseguente assorbimento di circa 840.000 tonnellate di CO2 equivalenti totali per ogni lotto. Tali crediti di carbonio generati dal primo lotto del progetto saranno certificati come lCERs (long-term Certified Emission Reductions) secondo una metodologia (AR-AMS0001) approvata per gli small-scale A/R CDM project activities, mentre un secondo lotto andrà a generare VERs (Verified Emission Reductions) in quanto sarà certificato secondo lo standard volontario Carbon Fix.
Inoltre, nell’ambito del progetto è previsto l’attivo coinvolgimento delle popolazioni umane locali grazie ad una serie di azioni convergenti pianificate mediante la collaborazione tra una rete di partner locali coordinati dalla ONG The Bonobo Conservation Initiative. Ciò permetterà di ottenere delle ricadute positive a livello locale e degli immediati benefici per la popolazione grazie a programmi di formazione ed alla creazione di nuovi posti di lavoro. Fra i programmi di sviluppo locale rientrano l’incentivo ad attività agricole sostenibili, il supporto ad un centro sanitario, il sostegno alle scuole del parco ed un programma di microcredito per le donne della comunità locale.
 

 

Attività e scopi del progetto
1

Creare un nuovo deposito di carbonio attraverso la riforestazione, in linea con gli obbiettivi del Protocollo di Kyoto e del relativo meccanismo flessibile CDM (Clean Development Mechanism).

 
2

Salvaguardare i bonobo con la creazione di corridoi forestali di modo da consentire alle colonie isolate di muoversi fra aree attualmente separate fra loro e scongiurandone così la scomparsa.

 
3

migliorare lo stato della conservazione della biodiversità, animale e vegetale.

 
4

elevare lo status socio-economico delle popolazioni locali e, dunque, la loro motivazione nei confronti del sostegno della conservazione della biodiversità.

 

 

I risultati già ottenuti

Ci troviamo nella seconda annualità del progetto. La prima è stata quasi integralmente dedicata alla logistica ed all’organizzazione delle attività, nonché ad un avvio dei corsi di formazione specifici per le popolazioni locali sulle attività di riforestazione.
Durante il corso del secondo anno è stato individuato un agronomo locale che ha seguito l’organizzazione delle sessioni di formazione di gruppi selezionati tra le popolazioni dei villaggi locali in materia di conservazione ambientale. Inoltre gli stessi gruppi sono anche stati formati circa le tecniche di raccolta e semina delle varietà locali di materiale vegetativo delle piante selezionate.
La selezione di materiale vegetativo reperito in loco offre una serie di vantaggi dal punto di vista dei coefficienti di germinazione, che generalmente hanno valori più elevati e garantiscono un miglior successo rispetto allo scopo della germinazione in vivaio e del trapianto in sito.
Al momento, infatti, si è deciso di utilizzare le persone delle comunità formate nel corso del progetto per la raccolta delle sementi delle piante direttamente nella foresta, utilizzando i semi per la piantumazione in vivaio in attesa del trapianto.
I primi trapianti di piantine dai vivai ai lotti identificati per la riforestazione, sono già avvenuti durante i mesi scorsi in attesa di ricevere le pioggie nella prossima stagione.
 

 

In ultimo, va sottolineato che il progetto è attualmente supportato dal programma CASCADe Africa (Carbon Finance for Agriculture, Silviculture, Conservation and Action against Deforestation) di UNEP (United Nations Environment Programme) e, ancora, va ricordato l’interessamento ufficialmente espresso da parte di GRASP (Great Ape Survival Project), programma nato dalla partnership di UNESCO ed UNEP al fine di salvaguardare le scimmie antropomorfe dal rischio di estinzione, IUCN (The World Conservation Union) ed ILO (International Labour Organization).
 

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